Gennaro Gattuso: il “bad boy” con una mano sul cuore

Quando c’è da metterci il cuore, Ringhio non si risparmia.

rino Gattuso detto Ringhio

Gennaro Ivan Gattuso, al di là della fede calcistica, è nella Hall of Fame del cuore di tutti.

Maschio nel modo di giocare, grintoso, rude, “cattivo” in campo ma corretto,Ringhio è uno che “mena pesante” senza mai dare però “colpi di fioretto”.

In tutta la sua calabresità, Gennaro Gattuso è immensamente umano e semplice,un uomo che “si è fatto le ossa” da solo:“Quando la sera le barche tornavano in porto, mi intrufolavo tra gli scaricatori e li aiutavo. Da ogni secchio mi davano qualcosa, così per fine serata riuscivo a racimolare un gruzzolo di pesci e molluschi. Poi andavo a rivenderli in piazzetta ai vecchi che giocavano a carte al bar. Il cliente più avaro era mio nonno.“

Ringhio corre in campo per vincere la partita del cuore

Quando c’è da metterci il cuore, Ringhio non si risparmia. Della generosità ne ha sempre fatto una filosofia di vita. Cuore e polmoni per correre in campo, il portafogli per la corsa verso l’altruismo.

Sì, perché Gennaro Gattuso, nato e cresciuto a Schiavonea, borgo marino di Corigliano Rossano (CS), non è insensibile alle richieste di aiuto:

Con Fabio Cannavaro partecipò alla sottoscrizione di fondi con i campioni del mondo del 2006 a favore della Croce Rossa Italiana.

Ai tempi del Milan si era distinto quando, esonerato, rinunciò alla liquidazione degli ultimi anni di contratto devolvendo la somma ai suoi collaboratori. Inoltre, rinunciò all’ingaggio previsto per l’anno di contratto mancante chiedendo però che venissero pagati i suoi collaboratori.

Ma non solo: anche durante la sua esperienza all’Ofi Creta, Gattuso diede le dimissioni ma pagò gli stipendi ai giocatori che non li ricevevano da mesi.

Al Pisa aiutò,poi, la società nei pagamenti di collaboratori e staff.

Il “cor bonum” coriglianese che, prima delle discussioni sul suo contratto, ha dato priorità ai rinnovi dei giocatori.

Gattuso batte Covid: 3-0

In tempo di coronavirus Rino Gattuso ha deciso di rinunciare al proprio stipendio anziché permettere il 20% della riduzione dei compensi per l’intero staff, i cui emolumenti erano stati tagliati dalla società calcistica del Napoli per far fronte alla crisi economica.

Inoltre, in piena emergenza sanitaria,ha disposto a sue spese l’acquisto di un’ambulanza, mentre un’altra sua donazione è stata destinata all’acquisto di tamponi: si tratta di un aiuto concreto e significativo che testimonia il legame con la Calabria che Gattuso ha sempre palesato, anche attraverso la sua Fondazione “Forza Ragazzi”, con grande forza ed entusiasmo.

La genuinità calabra

E’ bello vedere il mondo del calcio abitato da uomini passionali e genuini nei fatti, ma anche nelle espressioni verbali:

La Calabria è una terra bellissima ma ci sono troppe cose da migliorare. Io ho girato anche degli spot per magnificare la bellezza della mia regione ma se non si aggiustano le strade e non facciamo infrastrutture, hai voglia a fare spot”.

Il bacio al cielo e la qualificazione alla finale

Alla fine della semifinale di ritorno tra la squadra partenopea e l’Inter, al termine del minuto di silenzio, l’allenatore del Napoli ha mandato un bacio al cielo, rivolto alla giovane sorella Francesca scomparsa recentemente.

Rino ha lottato e sofferto per tutta la partita, per sua indole lo ha sempre fatto. Ma questa volta con un sentimento comprensibilmente diverso, più intenso.

Poi la qualificazione alla finale, la dedica della squadra e, a fine gara, le sue parole: semplici, umane, vere.

Riporta la Coppa Italia ai piedi del Vesuvio

Ieri sera, dopo sei anni,Rino Gattuso restituisce al Napoli la Coppa Italia,guadagnando contro la Juventus un 4 a 2 ai calci di rigore.

Gattuso ha ricostruito una squadra diventandone una guida, un sergente di ferro e, all’occorrenza, il fratello maggiore.

Al termine della partita dell’Olimpico, dopo aver ringraziato  i suoi giocatori, riferisce ai  microfoni: “La vita mi ha dato più di quello che ho fatto io, il calcio mi ha fatto uomo, io ho dato molto meno”.

Gattuso, gladiatore buono e leggenda calcistica.

BC