Sanità, associazioni: “Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura resti al “Pugliese”

Sanità, associazioni: “Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura resti al “Pugliese” 26 Maggio 2020 “Il Coordinamento regionale di Associazioni per la Salute Mentale ha tra i suoi obiettivi la promozione di una corretta informazione sui disturbi mentali, e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito ai gravi problemi ad essi connessi, ma anche la lotta allo stigma e il sostegno di pazienti e famiglie che si occupano attivamente del “benessere mentale”. Lo affermano, in una nota, Anna Cristallo (presidente CASM) e
Caterina Iuliano (coordinatrice Consulta DSMD Catanzaro).

“Il nostro coordinamento rappresenta una rete coesa atta a promuovere un più proficuo livello di collaborazione e di confronto con Istituzioni Sanitarie, Enti Locali e Regionali.  Il CASM, che vede direttamente coinvolte associazioni di familiari, utenti e operatori sanitari, è così composto:  LIBELLULA – AFASP, Presidente Natalia Barillari; PROGETTO ITACA CATANZARO-LAMEZIA, presidente Pasquale Gaetano;  AMA CALABRIA, presidente Rosa Conca;  NEW DAY ONLUS, presidente Maria Gigliotti;  VOLARE SENZA ALI, presidente Giuseppe Mazzitelli;  ASSOCIAZIONE INTESE, presidente Pasquale Gaetano;  FIORI DEL DESERTO, presidente Palma La Bella;  DON PELLICANÒ, presidente Giacomo Coluccio;
ASSOCIAZIONE SANTI PIETRO E PAOLO, presidente Antonio Mangiafave;  VELE DI ULISSE, vice presidente Bernardo Grande;  NEW HELP, presidente Mario Rizzo;  MUSICAmi, presidente Francesca Rubettino;  STRADA FACENDO, presidente Lidia Rizza;  AVE-AMA, presidente Anna Cristallo. Il Coordinamento ritiene che il Dipartimento di Salute Mentale ed i suoi Servizi debbano essere considerati una priorità organizzativa per la programmazione regionale.  Malgrado gli impegni assunti dai Commissari per il Piano di Rientro e dai Dirigenti regionali del Dipartimento Tutela della Salute succedutisi negli ultimi anni, il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Catanzaro (SPDC) e i servizi socio sanitari territoriali, restano ancora ben lontani dalla dotazione organica stabilita dalla Legge previsti. Non è più accettabile, da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e dal Dipartimento per la Tutela della Salute, l’incertezza sulla collocazione dell’SPDC all’interno del Presidio Ospedaliero dell’Azienda Pugliese-Ciaccio. Non è più tollerabile il rinvio dei concorsi pubblici per l’assunzione delle figure professionali previste dal Progetto Obiettivo Nazionale per la Salute Mentale, né tanto meno prorogabile è la grave carenza di risorse finanziarie che impedisce su tutto il territorio regionale, la valorizzazione delle attività riabilitative e la costruzione degli indispensabili processi di empowerment per gli utenti del Csm.  Appare, pertanto, il caso di richiamare alcune delle più importanti recenti disposizioni legislative sulla salute mentale adottate anche a livello regionale (Circolare del Ministero della Salute 23 aprile 2020. COVID-19: Indicazioni emergenziali per le attività assistenziali e le misure di prevenzione e controllo nei Dipartimenti di Salute Mentale e nei Servizi di Neuropsichiatria Infantile dell’Infanzia e dell’Adolescenza; DPGR – CA n. 8 del 6 febbraio 2014 “Recepimento “Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale”; Accordo n. 4 del 24 gennaio 2013 – Conferenza unificata – Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM); DPGR – CA n. 31 del 7marzo 2013 – Riassetto rete psichiatrica. Approvazione delle “Linee di indirizzo per la tutela della salute mentale”; Piano d’azione per la salute mentale 2013-2020 – Organizzazione Mondiale della Sanità) che evidenziano la necessità di garantire adeguati servizi e cure in materia di salute mentale, contrastando le violazioni dei diritti umani o la discriminazione di cui sono vittime le persone con disturbo mentale o con disabilità psicosociali. Non a caso le Linee Guida approvate con la DGR n. 141, del 2009 specificano:
a) “Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura è collocato in ospedali sede di DEA, anche quando l’ospedale è azienda diversa da quella a cui afferisce il DSM e condivide gli obiettivi di tutela della salute mentale. Ogni DSM è dotato di un SPDC con un numero di posti letto fino a 16, tranne che in situazioni particolari legate alla geografia del territorio e alla popolazione residente”. Il numero complessivo dei posti letto è individuato nella misura di uno ogni 10.000 abitanti.
b) “Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura deve essere collocato all’interno dell’ospedale, sede di Diparimento di Emergenza e di pronto Soccorso, di norma al piano terra con possibilità di accesso all’esterno in spazio verde riservato”.
I pazienti ricoverati presso il SPDC e i loro familiari hanno quindi pieni diritti, come tutti i degenti ospitati negli altri reparti, alla sicurezza di un intervento integrato di tutte le specialistiche, segnatamente nelle urgenze, che, come si è visto con l’epidemia SARS CoV – 2, si possono presentare in ogni momento.
Ormai è insito il dubbio che tra i vari poteri istituzionali delle Direzioni dell’Azienda Ospedaliera e dell’ASP sia in atto una divergenza d’idee sulla modalità di gestione del servizio, che nulla ha a che fare con il diritto alla salute dei cittadini.
Per queste motivazioni il CASM, ancora una volta, dice “BASTA”- E’ ora di ridare dignità alla Salute Mentale di tutta la regione e del comprensorio Catanzarese, altrimenti ci si vedrà costretti ad adottare tutte le misure necessarie per porre fine al non più tollerabile sistematico depauperamento dei servizi, iniziando proprio da una netta opposizione al trasferimento del presidio psichiatrico di Catanzaro dalla sede attuale.
Redazione Calabria 7

 

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