Rubinetti a secco, Mirarchi: “Residenti senza acqua per 3 giorni”

“La situazione in cui versa il quartiere Barone, soprattutto in un anno connotato dall’imperversare del Coronavirus, è inaccettabile.

Senza se e senza ma. Perché lasciare per tre giorni con i rubinetti a secco i residenti di un’area popolata, per giunta situata alle porte di un quartiere in grande espansione come Lido, in un assolato weekend di fine giugno non ha giustificazione. Soprattutto se il fatto non è da definirsi episodico. Anzi, semmai il contrario esatto, considerato come di sporadico e occasionale non ci sia proprio alcunché essendo tale grave problema, lo ribadisco, purtroppo ricorrente. Un disservizio di particolare entità, che si trascina già da maggio scorso. E, come non bastasse, pronto a ripresentarsi puntualmente, oltreché in modo assai fastidioso, a ogni tarda primavera forse, si presume, per un eccessivo consumo d’acqua dovuto ad attività inerenti all’irrigazione dei terreni limitrofi”.

A fungere da megafono delle rimostranze degli abitanti della zona, raccontando quanto accaduto per l’ennesima volta nel finesettimana appena terminato tramite un comunicato stampa, il consigliere comunale Antonio Mirarchi.

Che nella sua nota ha fatto sapere come ieri, malgrado fosse domenica e alla luce del clima anche il primo giorno utile per trascorrere qualche ora al mare, sia stato contattato dai diretti interessati esasperati per quanto successo, recandosi immediatamente sul posto. I cittadini hanno infatti voluto sensibilizzare il componente di Catanzaro da Vivere nel civico consesso, chiedendogli di farsi portavoce della loro legittima istanza con Palazzo De Nobili.

A riguardo, Mirarchi ha scritto ancora: “L’aver reiteratamente creato così tanti disagi a centinaia di famiglie, magari con in casa componenti ammalati, anche gravi, anziani o bambini piccoli, è un fatto che non può passare sotto silenzio. E potrei calcare la mano, tirando in ballo l’emergenza Covid che richiede un consumo maggiore di acqua per ovvie ragioni. Ma non è questo il punto. Dal momento che l’igiene delle persone e degli ambienti in cui vivono quotidianamente non si deve garantire soltanto in tempo di pandemia.

È di tutta evidenza, in sostanza, come l’acqua, risorsa fondamentale, nelle abitazioni non dovrebbe mancare.

Mai. Salvo, come ovvio, casi eccezionali e contingenti. E oltretutto per il minimo indispensabile che serve per ripristinarne l’erogazione. Qui, invece, parliamo addirittura di una situazione ciclica, che si riverifica ogni tot giorni. Una condizione snervante che ha spinto i cittadini alle prese con il disservizio – ha riferito ancora Mirarchi – a pensare a future forme di protesta, anche estreme, quali una petizione, la restituzione delle tessere elettorali o addirittura un blocco stradale.

Ipotesi scaturenti dalle mancate risposte ai continui appelli rivolti al Comune, che hanno però per così dire fruttato solo alcuni sopralluoghi ad opera dei tecnici dell’ufficio Acquedotto rimasti senza esito. Almeno finora”. È il motivo per cui il consigliere aielliano ha peraltro chiosato così: “Mi rivolgo direttamente al sindaco Sergio Abramo, che riconosco molto sensibile su queste problematiche e anche molto esperto dello specifico tema nella sua qualità di ex presidente della Sorical, affinché si adoperi con la Regione e tutti gli Uffici preposti per porre fine il più presto possibile a tale intollerabile stato di cose. Sa bene lo stesso sindaco quanto la faccenda sia delicata e richieda massima attenzione da parte delle autorità competenti. Ecco perché lo chiamo personalmente in causa, ma come al solito a nome della gente con cui mi confronto giornalmente”.