Movimento Sociale-Fiamma vuole chiarezza nei vertici SiEco

nota della sezione cittadina

movimento

La Sezione cittadina del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore di Catanzaro esprime dubbi e perplessità sulla legittimità di alcune figure apicali in seno alla SIECO,

“Apprendiamo da un comunicato del Comune che il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Catanzaro, Eugenio Riccio – ogni tanto l’uomo giusto al posto giusto, quale riteniamo sia il consigliere Riccio per esperienza e capacità, maturate ed affinate in anni di impegno sulla problematica e di lotte tra la gente ed all’interno del consiglio, aldilà della posizione occupata e degli schieramenti -, ed i membri della Commissione tutti hanno incontrato i vertici della Sieco in merito alle problematiche relative alla raccolta dei rifiuti nella Città di Catanzaro.

L’incontro è stato occasione per effettuare un approfondito sopralluogo del territorio del quartiere Lido, che come purtroppo tantissimi altri luoghi della Città è infestato da vere e proprie discariche abusive, onde
individuarne i siti più degradati e, di seguito, procedere alla loro pulizia e bonifica, nella speranza che
detti sopralluoghi continuino e siano risolutivi anche per il resto del territorio comunale.

LA POSIZIONE DI SICILIANI

Benissimo. Finalmente – continua il MSI- Fiamma Tricolore di Catanzaro – una riunione operativa e buone notizie per i Catanzaresi senonchè, subito dopo, veniamo raggiunti da alcune telefonate di nostri concittadini che ci chiedono ragguagli sulla figura ricoperta in Sieco dell’avvocato Luigi Siciliani – su cui grava, come è noto a tutti, una sentenza emessa dalla SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE che ne ha sancito la interdizione per anni 5 sia da Uffici Pubblici che Privati, chiamato nel 2014 dal sindaco Abramo a reggere le sorti dell’AMC e da lì allontanato solo dopo tante battaglie ed una volta che la sentenza divenne definitiva a seguito del successivo pronunciamento della SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE;

CONSULENTE O DIRETTORE?

richiamato poi a fare da consulente presso la Sieco SpA (sempre su indicazione dell’Amministrazione Comunale
di Catanzaro) ed ove è sempre parso ricoprisse, almeno a guardare le firme apposte sulle carte, incarichi che andavano ben oltre le semplici consulenze (Direttore di Cantiere, Referente Area Tecnica-Amministrativa ed Area Officine e Servizi Generali), che azzardammo circa sei mesi fa non fosse lontana da quella di Direttore Generale o giù di li, come prefigurano le mansioni effettivamente assunte e nonostante non esista nessuna comunicazione “pubblica” in merito da parte dell’Amministrazione “dante-causa” guidata dal nostro Sindaco-Presidente della Provincia – citato nella nota come “responsabile per la Sieco”.

Il che, aggiunto a quanto prima enunciato, ci lascia perplessi rispetto ai già noti dubbi sollevati dall’affidamento dell’incarico, unico ufficialmente noto di “consulente” dell’Azienda, qualifica per la quale, e laddove fosse effettivamente così, riteniamo dovrebbe essere chiamato a rispondere rispetto alla mancata trasmissione, a diverse società finanziarie e non solo, delle somme “regolarmente” trattenute in busta paga ai lavoratori dipendenti che hanno stipulato mutui, cessioni del quinto, acquisti a rate, adesione a fondi pensioni e quant’altro, per come emerso nei giorni scorsi a seguito delle lamentele di diversi dipendenti.

Una storia di intricata di malaburocrazia su cui ci auguriamo, prima o poi – conclude Fiamma Tricolore –  qualcuno voglia vederci chiaro.

Anche se crediamo che, certamente, in questi casi a dover riflettere per primo dovrebbe essere
l’amministratore che assegna questi incarichi, certo delicati ma assolutamente ben remunerati, che
dovrebbero essere rivestiti, a nostro parere, da persone capaci ma pure dai trascorsi immacolati ed
adamantini, aldilà delle sentenze e dei tempi indicati dalla Magistratura.