Mirarchi contro Longo: “A differenza sua ho sempre ricevuto parecchi voti”

mirarchi longo

“Se Leo Longanesi avesse conosciuto l’assessore alla Gestione del Territorio di Palazzo De Nobili Franco Longo, ritengo avrebbe avuto davanti a sé l’incarnazione fisica di uno dei soggetti a cui pensava quando formulò uno dei motti che più lo hanno reso celebre: Italiani buoni a nulla, ma capaci di tutto.

E già, perché il buon Franco si è lasciato andare a pesanti giudizi sul sottoscritto invece di meditare, lo ribadisco, sulla marginale utilità che ha quale membro della Giunta Abramo. Ma vi è di più: un rilevante dato politico che esula dall’aspra contrapposizione dialettica in atto tra me e lui. Consiste nel fatto che, pur avendo portato un modesto contributo alla coalizione però lautamente ricompensato dalla delega assessorile, stamani si è addirittura permesso di mettere sull’avviso lo stesso sindaco, a cui ha detto: Sono pronto a fare un passo indietro, a patto però si riveda l’assetto di tutto l’Esecutivo. Mica male, dunque, per quello che io chiamo il Lazzaro del Comune, in più di un’occasione politicamente resuscitato dal caro amico, di entrambi peraltro, Filippo Mancuso.

Un collega di cui ho stima che all’atto di ipotizzati rimpasti, spesso guarda caso teorizzati proprio dalla necessità di avvicendare il poco soddisfacente Longo, lo salva. Mi chiedo, però, quale sia la ragione di far pagare ad altra gente, motivata e preparata, l’insipienza di un componente incompetente, ma con una posizione di rilievo, su cui il sindaco aveva ragione di dubitare, essendo pressoché l’unico destinatario degli strali di tutti per il mediocre operato”. Ha esordito così, senza sconti, il consigliere di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi che in un comunicato stampa aveva chiesto a Sergio Abramo di cacciare Longo. Durissimo, quindi, il loro botta e risposta – ormai in corso da ieri – con l’assessore che ha dal canto suo definito Mirarchi: “Un consigliere di nome, non di fatto”.

Frase che ha mandato su tutte le furie il diretto interessato: “Io, a differenza di Longo, ho sempre ottenuto un numero cospicuo di voti perché mi confronto con le persone e, se posso, le aiuto a risolvere i problemi.

A prescindere, ed è questo il punto focale del discorso, dalle mie candidature. È noto, infatti, che non vivo di politica, al pari di Mancuso ad esempio per cui, lo ripeto, nutro grande considerazione. Ecco quindi che, e lo capisca una volta per tutte il caro Franco, se mi impegno e ci metto la faccia, poi non vengo colto da improvvise amnesie. Perché sia conscio che io quando prometto, mantengo. Longo, al contrario, è di memoria assai corta e a riprova cito l’aperto dissenso manifestatogli da qualche cittadino delle cui legittime istanze si era fatto carico, salvo scordarsene”.

Mirarchi è al solito “riepilogativo” e a sostegno della richiesta di dare il benservito a Longo spiega: “Vorrei conoscere la destinazione finale del report sulle strade asfaltate recentemente, di cui ho sollecitato la pubblicazione al Nostro, con tanto di importi, modi e tempi. E si badi, mi riferisco a un prospetto inerente all’intera città. Perché è vero che ho stigmatizzato l’interruzione per mancanza di fondi dei lavori alle cunette della strada di Via Curtatone a Barone, quartiere di cui mi interesso molto per motivi di vicinanza pur risiedendo a Lido e non lì.

Ma è altrettanto vero che io, se interpellato, mi batto in favore di qualunque zona, anche di quelle in cui non ho consenso. È la mia maniera di intendere il rapporto con la gente, soprattutto se priva di Santi in Paradiso, non certo il modus operandi di chi insegue una poltrona che rappresenta la propria unica fonte di reddito.

E chiudo ricordando come se Longo intendeva offendermi o sminuirmi, dicendo che assomiglio tanto a un consigliere circoscrizionale, sappia che ha toppato di nuovo. Io ne vado fiero, convinto che la politica di prossimità sia talvolta più utile delle strategie improntate ai ‘massimi sistemi’ di cui Franco sembra improvvisamente diventato un qualificato, raffinato ed esperto interprete.

Si metta l’anima in pace, dunque, io non rivendico meriti e non cerco pubblicità. Mi impegno, come quando da neoeletto presidente di Commissione, mi sono a più riprese confrontato con una Regione e una Provincia allora guidate dal centrosinistra per l’esclusivo vantaggio che ne sarebbe derivato ai cittadini catanzaresi.

Fra cui quelli di Barone per cui abbiamo ottenuto, malgrado un travagliato iter, la realizzazione della rotatoria grazie all’impegno assunto dal presidente della Provincia Sergio Abramo con cui mi sono confrontato più volte e assessore permettendo, grazie soprattutto alla mia tenacia. Stesso dicasi per Barone che ha strade e sistema fognario disastrati, anche per l’immobilismo di Longo con cui mi sono scontrato per il frequente ostruzionismo in lui riscontrato. Comunque sia, Longo ha una formidabile occasione per mostrare il suo valore. Provi a misurarsi con la volontà popolare invece di far liste per raccogliere preferenze altrui, servendosene. Solo a quel punto vedremo quanto pesa sulle sorti dello schieramento. Ma sono sicuro che per lui non sarà un periodo felice”.