Continua il botta e risposta, Mirarchi: “Longo pensa di poter stilare pagelle”

mirarchi longo

“L’ho detto ieri e lo ribadisco: Franco Longo, gratificato oltremodo da Sergio Abramo che mi spiace ripeterlo, con questa nomina ha commesso un grave errore a cui spero rimedierà al più presto cacciandolo via, pensa ormai di poter stilare pagelline, parlare di strategie politiche e gioco di squadra, dando addirittura del ‘cane sciolto’ a uno come me che i voti alla coalizione, a differenza sua, li ha portati realmente e personalmente.

Ed è proprio la questione fondamentale, ovvero che un membro dello schieramento capace solo di lucrare in modo scaltro su consensi altrui si permetta il lusso di dare definizioni in libertà. Ma non perché io sia chissà chi, per carità, unicamente perché il sottoscritto si è misurato con l’elettorato. Ha preso i voti, raccolto insomma le preferenze elettorali. E soprattutto non ha abbandonato chi gli ha dato fiducia. Mai. Motivo per cui non ho rendite di posizione in strutture regionali da difendere e non le avevo prima della mia candidatura né adesso.

A differenza del nostro smemorato assessore che invece di interessi particolari se ne intende.

Eccome. Peccato quindi citi il collega Filippo Mancuso, viceversa sempre proteso al benessere collettivo come al sottoscritto”. Come si evince dalla diramazione dell’ennesima nota stampa, Antonio Mirarchi non ha digerito le frasi dette su di lui da Longo nella seconda risposta e ancora una volta ha ribattuto punto su punto ai severissimi giudizi subiti.

In particolare per i motivi elencati dal consigliere comunale di Catanzaro da Vivere che è passato al contrattacco asserendo: “Io non vivo di politica e con ogni probabilità rinuncerò a farla nelle sedi istituzionali, pur di non dovermi confrontare con soggetti quali Franco Longo. Uno che non pensa affatto ai problemi della città, mirando invece al suo tornaconto con un valzer di posizionamenti e cambi di casacca, come peraltro didascalicamente descritto tempo fa da Sergio Costanzo, finalizzati ad assicurarsi una poltrona, leggasi stipendio, esclusiva fonte di reddito oltretutto ottenuta approfittando dei malcapitati candidati della lista da lui stesso formata. Persone che lavorano per lui, poi puntualmente scaricate dopo le elezioni”. Mirarchi, tuttavia, ha molto da dire: “Longo mi ha chiamato cane sciolto. Uno che, sostiene lui, se ne frega delle dinamiche della maggioranza in Comune.

Ha ragione. Della materia è, del resto, grande esperto essendo tenuto al guinzaglio, obbligato ad andare in una direzione rigidamente tracciata per far campagna elettorale obbedendo a tutto per non perdere lo stipendio.

Ed è il motivo per cui reitero con fermezza al sindaco la richiesta di rimozione dell’assessore, invocata urbi et orbi per la sua palese incompetenza. Basti ad esempio pensare ai vari quartieri da anni privi di impianto fognario, aspettando i fondi regionali senza che lui solleciti gli uffici preposti”. Ma il consigliere aielliano è al solito un fiume in piena: “Giusto per ricordare quanto di negativo ha prodotto l’assessore, inizio dal depuratore di Lido mai entrato in funzione a causa del noto odore nauseabondo per cui molti optano per andare a Soverato.

E che dire degli impianti idrici totalmente fatiscenti con continue rotture e conseguente mancanza di acqua, bene primario, d’estate.

Ci sono poi le strade cittadine colme di buche perché non asfaltate, o bitumate ultimamente in città a macchia di leopardo secondo il gusto estetico stravagante di Longo (come mai ?), e per di più prive di idonea segnaletica con tutti i rischi del caso. Disastroso pure – ha aggiunto – il lungo capitolo delle piazze e giardini abbandonati; dei parcheggi sul lungomare lasciati al buio con lampioni divelti non sostituiti, anzi coperti di cemento giusto per velocizzare l’intervento; dei cimiteri in stato di totale abbandono da sempre, senza scale o con fontane rotte e fili penzolanti o calcinacci che cadono dalle balconate malgrado una mozione ad hoc votata all’unanimità nel penultimo civico consesso rimasta inattuata pur con la trasmissione della nota in assessorato.

Potrei tuttavia scrivere un libro per i lavori di primaria importanza non eseguiti da Longo – ha chiosato Mirarchi – che si permette pure il lusso di replicare a un consigliere eletto, invece di tacere poiché non sorretto dalla volontà popolare e assegnatario della funzione ricoperta per grazia ricevuta. Caro sindaco decida dunque lei se far rimanere un simile assessore. Capisco infatti il dispiacere di farlo fuori. Ma di fronte a tale elenco non c’è altra soluzione salvo destinarlo a diverso incarico per limitare i danni che provoca. Altrimenti non ci resta che piangere”