Cardamone:” Catanzaro, città museo all’ aperto”

Le garbate e acute riflessioni critiche degli artisti di ALTrove e di Stefano Morelli mi convincono ancora di più che la strada giusta per costruire il futuro di Catanzaro è quella di perseguire nuovi modelli di sviluppo fondati sulla cultura, sull’arte e sull’innovazione tecnologica. E’ quello che ci hanno suggerito, con intelligenza e competenza, le decine di Catanzaresi di successo che hanno risposto al nostro appello. Tra qualche giorno riprenderemo la pubblicazione dei contributi, tirando poi le somme di questa bella e affascinante iniziativa. Le questioni che pongono Costantino, Suraci e Morelli si muovono in questa direzione. Trovo molto interessante l’idea di puntare sulla Città Museo all’Aperto che supera il concetto tradizionale del museo, collocando le opere d’arte nello scenario urbano e favorendo così la piena e gratuita fruizione, in tutta sicurezza anche dal punto di vista sanitario.
Accolgo le critiche che riguardano la fruizione delle opere già esistenti, come quella di Borondo nel piazzale del San Giovanni, anche se l’emergenza Covid ha imposto delle scelte dolorose. Conto, assieme ai ragazzi di AlTrove, di individuare delle soluzioni che consentano, nel rispetto delle prescrizioni anti Covid, una maggiore fruizione dell’installazione di Borondo.
Poi andranno reperite risorse per realizzare questo Museo all’aperto che potrebbe toccare non solo il centro storico, ma anche il lungomare, legandosi poi al Parco della Biodiversità e a Scolacium.
Ci aspetta un autunno di lavoro e anche di elaborazione. Appena esaurito il ciclo dei contributi dei Catanzaresi di successo che vivono in Italia e nel mondo, apriremo un confronto altrettanto serrato con le magnifiche esperienze artistiche e culturali locali. Tutte queste idee, tendenti a costruire una nuova Catanzaro, dovranno trovare una sintesi in una visione progettuale unitaria.