Trame di seta, alla riscoperta di un’arte perduta

trame seta

Ripartirà il 13 giugno, a Catanzaro, il laboratorio itinerante di CulturAttiva e Cooperativa “L’isola che non c’è”.

“Gli antichi quartieri – spiega una nota dei promotori  – rappresentano le radici di una città, il suo cuore più antico da cui tutto ebbe origine. Dal 13 giugno si ripartirà, dunque, con le famiglie e i piccoli gruppi, da dove il cammino si è interrotto e cioè da Trame di Seta, svolto in questi anni con il patrocinio del Comune di Catanzaro e basato sul legame intimo ed inscindibile della città di Catanzaro con l’arte della seta che si rispecchia in alcuni toponimi e laddove essi non possano aiutarci, nella storia stessa di molti luoghi della città, che diventeranno teatro di mini laboratori ispirati ad un passato che non verrà solo raccontato, ma rivissuto.

TOUR IN GRUPPI

Protagonisti dell’iniziativa, che prenderà forma da sabato 13 giugno e si protrarrà per tutta l’estate, saranno i piccoli gruppi e le famiglie nel rispetto delle misure previste per evitare grandi assembramenti e rischi per la salute pubblica. Per partecipare ai laboratori Trame di Seta sarà dunque necessaria la prenotazione e il rispetto delle norme anti-Covid che saranno rese note nel momento della stessa e anche prima di dare inizio alle attività. Per permettere a tutti quelli che lo desiderano, di prendere parte all’iniziativa, saranno effettuati più turni durante i weekend del periodo estivo”

Mediante dei mini tour guidati, si andrà nei quartieri più antichi della città di Catanzaro che in passato (dal 1300 al 1700 circa) poté vantare l’appellativo di capitale europea della seta, per l’eccellente pregio dei tessuti in seta prodotti dalle sue maestranze, che divennero una delle merci più richieste nelle fiere e nei mercati di tutta Europa.

I DETTAGLI

Proprio questi luoghi diverranno teatro delle attività laboratoriali che prediligeranno l’aspetto relazionale, emotivo, educativo, tutto secondo norme anti contagio dettate dall’emergenza Covid.

Questa iniziativa intende riscoprire il nostro patrimonio storico-culturale – si legge infine – in modo originale e restituirlo ai cittadini come ideale patrimonio legato ad un ritrovato sentimento di appartenenza al loro territorio, che possa essere la base di un nuovo cammino da cittadini consapevoli delle proprie radici”.