L’INTERVISTA – Giovanni Marziano: “Il pudore della pittura trasmessomi da mio padre”

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Colori e forme sono il linguaggio universale comprensibile in ogni angolo della terra.

Scandita dal fruscìo di pennelli e tavolozze, le giornate dell’artista sono una sequenza interminabile di accostamenti tematici dalle infinite possibilità: accostando  mille volte il blu al grigio, ogni volta il risultato è diverso, nuovo, unico ed irripetibile.

L’espressione pittorica del Realismo di Giovanni Marziano

Siamo ospiti nella bottega d’arte del Maestro Giovanni Marziano, che a sua volta arricchisce la galleria delle copertine artistiche sulla pagina social FB di Calabria7 MARZIANO-AUTORITRATTO

Lo sguardo si poggia subito sulle tele del talentuoso artista, da cui traspaiono racconti  introspettivi in cui l’autore riversa la coscienza  ed il sentimento del proprio “io” artistico.

“Non sono quadri, non è possibile”. Sono queste le parole che ripeti appena ti accorgi che le opere, senza trasfigurazione alcuna, trasudano realtà ed appaiono così vere da non riuscire a distinguerle da un’immagine fotografica.

L’artista, così, mostra al suo pubblico la realtà in modo oggettivo ed imparziale.

Tutti i particolari, così minuziosi, rendono verità al dipinto.

 LO STILE

Come è approdato alla pittura? Come nasce lo stile pittorico di Giovanni Marziano?

La passione per la pittura affonda le radici nella mia infanzia ed è frutto dell’eredità paterna. Mio padre, magistrato di giorno e pittore di notte, oltre ad una scatola di frammenti di pastelli colorati, mi ha trasmesso il “pudore” nel fare pittura. Il pudore, inteso come confessione intima nel dipingere come lui, di nascosto, in un luogo in cui si ragiona con se stessi.

Non è stata una scelta, ma opera del destino.

 

Per ogni artista, il proprio stile è una riproduzione pittorica ed una rappresentazione di sé. E’ così?

Dei miei principali punti di riferimento pittorico, Vespignani e Caravaggio, ho sposato la concezione pittorica del binomio inscindibile tra estetica ed etica, della bellezza raccontata nella verità. Perché nel realismo nel bello si racconta la verità.

 

I colori della sua tavolozza e le forme che materializza su tela quali concetti esprime? E quali impressioni intende suscitare in chi osserva i suoi dipinti?

Nelle mie tele attribuisco valore ad ogni forma di vita: la neve, una pietanza, un sorriso involontario, la stanchezza di un uomo che non si è risparmiato.

Conferisco valore a ciò che domani non varrà nulla ma che oggi vale molto.

 Quale delle sue opere la rappresenta di più e perché?

Il mosaico absidale della Cattedrale di Squillace, che coniuga l’impianto barocco e nuove tecnologie.

 Cosa significa essere pittore oggi?

Significa essere coraggiosi, ma felici.

L’ARTE E LA QUARANTENA

Ci dia le sue riflessioni sulla ricaduta del lockdown da Coronavirus sugli artisti

In questo periodo di isolamento in casa, molte famiglie hanno trovato conforto nella bellezza: visite virtuali dei musei, visioni di documentari d’arte.

Nel periodo di isolamento le famiglie hanno avuto il tempo di  rivolgere il loro sguardo alle pareti delle loro abitazioni. Tutto è apparso diverso. Ogni casa ha la sua piccola o grande collezione d’arte ed in questo periodo, forse come non mai, ogni quadro ha raccontato la sua storia restituendo le emozioni affievolite dalla frenesia della vita quotidiana.

Nel campo delle arti visive, l’impatto economico della pandemia da Covid-19 è stato devastante: pittori, scultori, fotografi, illustratori, grafici, videoartisti sono stati costretti a fermarsi e ad interrompere le loro già difficili fonti di guadagno. L’unico conforto è stata la preghiera di Papa Francesco che ha rivolto agli artisti un messaggio di fede e speranza.

Proprio nel momento in cui moltissime persone hanno cercato rifugio nell’Arte, chi crea l’Arte rischia il tracollo. Le esposizioni sono state annullate e le previsioni non sono rosee per il prossimo futuro.

Tutti i settori culturali sono stati fortemente colpiti dalla necessaria interruzione delle attività ma, rispetto al campo della musica e dello spettacolo, sostenute da campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi, quello delle arti visive ha subìto il silenzio di tutti.

L’intermittenza e la discontinuità economica costituisce già la nostra abitudine retributiva, ma le difficoltà di questo periodo rischiano di sferrare il colpo di grazia ad un settore che in Italia dovrebbe avere un peso diverso.

Gli artisti sono imprenditori di sé stessi e pubblicizzano il loro lavoro mediante l’autofinanziamento, ma in una situazione di emergenza hanno bisogno di un aiuto dall’esterno.

LA PROPOSTA DEL MAESTRO

A tal proposito, ho preparato un manifesto indirizzato alle pubbliche amministrazioni che sintetizza la proposta per le misure che dovrebbero essereattuate al fine di alleviare la precarietà che la pandemia ha causato in noi generatori di arte e bellezza.

Il manifesto prevede una serie di iniziative per il rilancio del patrimonio culturale, quali l’acquisizione di opere da parte di enti pubblici; lo stanziamento di budget pubblici per la creazione di musei e pinacoteche di arte letteralmente contemporanea; micro crediti per realizzare progetti artistici; borse di studio per artisti.

La città di Catanzaro e la Calabria tutta hanno una importante vocazione artistica.

La nostra principale ricchezza è il turismo, tra cui quello culturale-artistico e le istituzioni non possono abbandonare chi dedica la propria esistenza alla creazione della bellezza.

La stessa bellezza che, dicono, può salvare il mondo. Salviamola.

Bruna Critelli