“Il pescatore di emozioni”, il libro postumo di Marco Aidala sorprende ed emoziona

Un pomeriggio di forti emozioni, quello trascorso ieri nella sala conferenze del Musmi di Catanzaro, per ascoltare gli straordinari ‘racconti’ di Marco Aidala (giovane agronomo e soprattutto persona brillante, dalle indubbie qualità morali, prematuramente scomparso nel novembre 2018) di cui è stato presentato il libro postumo ‘Il pescatore di emozioni’ edito da La Rondine.

Il saggio, pubblicato per volontà della famiglia che subito dopo il drammatico evento da cui è stata travolta ha quasi casualmente rinvenuto nel computer del compianto Marco una serie di importanti scritti, altro non è se non la doviziosa descrizione di alcuni frangenti di vita e delle avventure vissuti nell’assecondare una grande passione (la pesca).

     

Un amore che l’autore stesso, il quale evidentemente avvertiva l’esigenza di annotare quanto di particolare gli accadesse in momenti speciali di un’esistenza, ha voluto imprimere sul suo pc e quindi consegnare all’eternità.

Sì, proprio così, perché l’indimenticato dott. Aidala, che a fronte di un carattere schivo, riservato e poco incline ad esternazioni eccessive, possedeva invece una vena letteraria grazie a cui è stato capace di regalare autentici ‘affreschi’ delle intere nottate e giornate passate in riva al mare, al fiume o al lago, per prendere quei pesci per cui nutriva comunque rispetto e persino una larvata forma di ammirazione.

Ecco perché, al di là come ovvio degli splendidi genitori Rino e Rosanna in primis, nell’ultima domenica di questo 2019 ormai al tramonto si sono dati appuntamento in tanti per risentire…la voce di Marco.

Un’eredità in versi, al confine tra narrativa e poesia, che una mente fervida e brillante ha lasciato a familiari, parenti, amici e semplici conoscenti.

Il riferimento è soprattutto a quelle decine di persone che hanno partecipato alla discussione sul mirabile testo, moderata dal nostro direttore editoriale Danilo Colacino, promossa dal fratello di Marco (Pietro) e per certi versi monopolizzata dal docente universitario Peppino Cavallari – accademico ‘calabresissimo’ d’origine, ma ormai da anni al lavoro in Francia, affettivamente vicino agli Aidala – il quale ha interpretato (per così dire) alcune pagine de Il pescatore di emozioni.

Un libro, che ha già emozionato e commosso i primi lettori, da qualche giorno diffuso nelle principali librerie del capoluogo e non solo, dall’editore Gianluca Lucia. 

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