‘Ndrangheta, 334 arresti: i particolari. La conferenza stampa (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi – Alcune delle persone coinvolte nell’operazione “Rinascita-Scott” sapevano del blitz contro la ‘ndrangheta che pertanto è stato anticipato di 24 ore. Lo ha reso noto, nel corso della conferenza stampa a Catanzaro, il procuratore capo del capoluogo calabrese, Nicola Gratteri.

“Alcuni indagati, in particolare alcuni boss – ha detto Gratteri – sapevano che l’operazione sarebbe scattata domani, quindi abbiamo dovuto anticipare di 24 ore il blitz e questo ha comportato un serio problema, perché non è facile spostare 3.000 carabinieri. Non immaginavo questo livello di permeabilità, è impressionante. I Mancuso arrivano alla pubblica amministrazione con la complicità di cancellieri, sindaci e persone a servizio anche per aggiustare processi al Tar. E poi i contatti con la massoneria”. Tutto è nato dopo le dichiarazioni di Mantelli da Rebibbia. Soddisfazione da parte dei vertici dell’arma.

Le risultanze dell’operazione, in particolare, avrebbero documentato l’esistenza di strutture “quali società, locali e ‘ndrine, in grado di controllare il territorio di riferimento e di gestirvi capillarmente ogni attività lecita o illecita; lo sviluppo di dialettiche inerenti alle regole associative, nello specifico, sulla legittimità della concessione di doti ad affiliati detenuti e sui connessi adempimenti formali; l’utilizzo di tradizionali ritualità per l’affiliazione e per il conferimento delle doti della società maggiore, attestato dal sequestro di alcuni pizzini riportanti le copiate”.

Documentata anche l’operatività di una struttura provinciale (“il Crimine” della provincia di Vibo Valentia ), una sorta di cupola “con compiti di coordinamento delle articolazioni territoriali e di collegamento con la provincia di Reggio Calabria e il “Crimine” di Polsi, quale vertice assoluto della ‘ndrangheta unitaria”.
A capo della struttura vibonese si sarebbero alternati, negli anni, esponenti della cosca Mancuso, in particolare Giuseppe, Pantaleone e da ultimo Luigi, rispettivamente di 60, 58 e 65 anni. Questa struttura di vertice, annota la Dda, “ha governato gli assetti mafiosi della provincia, riuscendo anche a ricomporre le fibrillazioni registrate negli anni tra le varie consorterie”.

Le posizioni più eclatanti riguardano l”ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, noto avvocato del foro catanzarese, avrebbe intrattenuto, secondo la Dda di Catanzaro, rapporti diretti con Luigi Mancuso, capo dell’omonimo clan di ‘ndrangheta. Pittelli, scrivono gli inquirenti, “iscritto al G.O.I., ritenuto partecipante all’associazione mafiosa avrebbe messo sistematicamente a disposizione dei criminali il proprio rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale, del mondo imprenditoriale e delle professioni, anche per acquisire informazioni coperte dal segreto d’ufficio e per garantirne lo sviluppo nel settore imprenditoriale”. Le indagini, scrivono ancora gli inquirenti, “hanno documentato i rapporti diretti tra Pittelli e Mancuso”. Pittelli è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Rinascita-Scott”.

Pietro Giamborino, l’ex consigliere regionale della Calabria, esponente di Margherita e Pd, arrestato stamane, è ritenuto dagli inquirenti “formalmente affiliato alla locale di Piscopio” e avrebbe “intessuto legami con alcuni dei più importanti appartenenti alla ‘ndrangheta vibonese per garantirsi voti ed appoggi necessari alla sua ascesa politica, divenendo, di fatto, uno stabile collegamento dell’associazione con la politica calabrese, funzionale alla concessione illecita di appalti pubblici e di posti di lavoro per affiliati o soggetti comunque contigui alla consorteria”. E’ quanto si legge negli atti dell’inchiesta.

A Giamborino è contestato il reato di traffico d’influenze così come a Nicola Adamo, ex vicepresidente della Giunta regionale calabrese ed esponente del Pd, destinatario di un provvedimento di divieto di dimora in Calabria, e ad altri due indagati: Giuseppe Capizzi, amministratore unico del “Consorzio progettisti e costruttori” e Filippo Valia.

Avrebbe tenuto “condotte amministrative illecite” e favorevoli alla ‘ndrangheta, il sindaco di Pizzo Calabro, Gianluca Callipo, presidente dell’Anci Calabria, “garantendo ad alcuni indagati benefici nella gestione di attività imprenditoriali”. I reati contestati si riferiscono al suo ruolo politico ed amministrativo. Nell’inchiesta è coinvolto anche Enrico Caria, all’epoca dei fatti comandante della polizia Locale di Pizzo (VV), il quale, in concorso tra gli altri con Callipo “avrebbe agito nell’interesse dei “Mazzotta”, egemoni sul territorio, adottando condotte perlopiù omissive”. Gianluca Callipo, giovane amministratore emergente in Calabria, ha tempo fa abbandonato il Pd, di cui era esponente, per schierarsi, in vista delle regionali con il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, possibile candidato alla presidenza della Regione, estraneo alla vicenda.

Arresti domiciliari per l’attuale comandante della polizia municipale di Vibo Valentia, Filippo Nesci. Coinvolti anche imprenditori di spicco del Vibonese. Fra loro gli imprenditori nel settore dell’abbigliamento Mario e Umberto Artusa, l’imprenditore nel settore della ristorazione Gianfranco Ferrante, gli imprenditori edili Antonio Prestia e Francesco Patania, l’imprenditore Mario Lo Riggio.

Anche un cancelliere e un colonnello dei Carabinieri sono stati arrestati nell’operazione di oggi contro la ‘ndrangheta. L’ufficiale, in particolare, secondo l’accusa, forniva notizie riservate a Giancarlo Pittelli, l’avvocato ex parlamentare finito in carcere nell’ambito del blitz. Si tratta del colonnello Giorgio Naselli, comandante provinciale dell’Arma di Teramo, in passato a capo del reparto operativo del comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro. Naselli, su richiesta telefonica di Pittelli, si sarebbe interessato alla vicenda di un imprenditore di Pioltello (Mi), fornendogli notizie riservate sulle indagini. I fatti contestati risalgono al febbraio 2018. Naselli avrebbe anche rivelato a Pittelli l’esistenza di un’indagine della Guardia di Finanza su un altro imprenditore.

Redazione Calabria 7

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