Lettere in redazione: “Vigili urbani e buon senso”

"Caos in centro, multe a caso in periferia"

Pubblichiamo una lettera, garbata ma decisa, che riporta le riflessioni di un cittadino.

“Desidererei rendere pubblico un episodio accadutomi ieri pomeriggio affinché, chi avrà la pazienza di leggere, potrà riflettere sul metodo e sui criteri usati per far rispettare le regole imposte dal Codice della Strada nella nostra città.

Sono in cura fisiatrica presso una nota clinica cittadina, e appena uscito dalla seduta pomeridiana, mi accorgo che la mia autovettura era stata sanzionata dalla polizia locale. Premetto che ritengo legittima la sanzione in quanto la macchina era stata parcheggiata in divieto di sosta, anche se la stessa non creava alcun tipo di disagio alla circolazione che, durante la sosta, non ha subito intralci di alcuna natura. Ma, ribadisco, nulla quaestio sulla legittimità della sanzione che provvederò a pagare nei tempi previsti. 

La cosa che mortifica e che lascia perplessi, è che guardandomi intorno, l’unica macchina sanzionata era la mia, e che tantissime autovetture parcheggiate in posti decisamente da “rimozione forzata” l’avevano fatta franca. Bene. E’ proprio questo metodo, consolidato e assiduamente privilegiato dai nostri tutori dell’ordine, che autorizza alla protesta anche di fronte alla legittimità d un provvedimento. Far rispettare le regole è un sacrosanto diritto /dovere di chi è preposto a ciò. Farle rispettare a “campione” trattando i cittadini in modo diverso l’uno dall’altro è un modo che alimenta legittime proteste anche quando si ha torto. 

Ho volutamente fatto un giretto per la città subito dopo l’accaduto. Corso Mazzini era invaso da macchine parcheggiate selvaggiamente, La zona antistante il Cavatore faceva bella mostra di macchine che  impedivano il transito verso via Carlo V°. E dei vigili nemmeno l’ombra. Già, perché gli unici in servizio erano in giro con la macchina a sanzionare nelle vie periferiche. 

Non so se lor signori hanno mai sentito parlare di “buon senso”. Quello, per esempio, usato nei confronti dei genitori degli alunni del Galluppi a cui ogni giorno, all’uscita dei loro figli, viene consentito di bloccare un intera città. Ecco. Questo è quel buon senso che non si ritiene di usare con tutti. Magari con chi, parcheggiando in prossimità di una Casa di Cura, presumibilmente non sta bevendo un caffè al bar.

Questa si che è giustizia”

Giuseppe Silipo