Legge sui vitalizi, la vergogna ed il pentimento

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(D.C.) – Unanimità dei presenti e un paio di minuti appena per approvarla. Grande successo e massima condivisione, dunque, per la nuova legge sui vitalizi dei consiglieri regionali calabresi eletti lo scorso 26 gennaio.

Che adesso potranno di conseguenza percepire la ‘sospirata pensione’ – anche in caso di revoca o annullamento del mandato – per i più svariati motivi, a patto versino i contributi dopo l’eventuale ‘cacciata’ come ovvio in forma autonoma e volontaria e potendola ricevere unicamente al compimento del 65. anno d’età.

Al di là di tutto, però, un vero colpo da maestri. Non c’è che dire.

E per giunta proprio mentre il maledetto Coronavirus ha già imposto – continuando a farlo ancora chissà per quanto tempo – sacrifici immani a tutti gli italiani. E ai calabresi ancor di più, se possibile. Ma niente da fare, perché come diceva l’impareggiabile Marchese del Grillo: “Scusate, io sono io e voi non siete un…”.

Stavolta, però, sembra che agli stessi autori della bipartisan norma ‘auto-premiante’ sia insorto un piccolo rimorso di coscienza, almeno a giudicare dal dietrofront (per ora esclusivamente annunciato, sia chiaro) in programma da parte della medesima assise di Palazzo Campanella. Non certo una decisione meritevole di encomio solenne, per carità.

Tuttavia una scelta da mettere, quantomeno, in rilevo, concedendo il riconoscimento della tacita ammissione di averla fatta grossa. Troppo nella fattispecie, persino per quanti sono abituati ad avere una diversa percezione della realtà che li circonda.