In Virus Veritas: numeri e riflessioni sulla pandemia

mondo mascherina

 

La quarantena: era già scritta?

  • Un gruppo di teologi ritiene che il numero 40 rappresenti il “cambiamento”, il tempo di preparazione di una persona per un cambiamento importante.
  • Il numero 40, infatti, nella Bibbia è richiamato più volte:
  • il diluvio è durato 40 giorni;
  • l’esodo è durato 40 giorni;
  • Il digiuno nel deserto dove Gesù è stato tentato: 40 giorni
  • le apparizioni di Gesù ai suoi dopo la sua crocifissione e resurrezione sono state 40
  • l’isolamento è durato 40 giorni.
  • 40 sono le settimane di gestazione che precedono il parto.
  • Se, poi, aggiungiamo che siamo nel 2020 che è uguale a 20+20=40, probabilmente questa quarantena è stata voluta da Dio. 

 

La ragionevolezza dei meridionali

  • Anche se alcuni concordano nel ritenere che tutto è cominciato da quando il Papa ha picchiato la cinese, in realtà, quanto meno da noi, tutto è iniziato da quando il Governo ha deciso di chiudere la Lombardia.
  • Colte dal panico, migliaia di meridionali emigrati al Nord hanno preso una decisione irrazionale, emotiva, scomposta: preparare le valigie e prendere d’assalto aerei, treni, autobus, strade e autostrade per dirigersi verso il Sud.
  • Una scelta irrazionale, emotiva, sicuramente sbagliata, ma umana, umanissima. Una decisione dettata da un istinto ancestrale, quello di “tornare a casa”, di scappare in un posto sicuro.
  • È stato un momento drammatico che ha scatenato la giusta riprovazione delle autorità e l’indignazione dei meridionali.
  • Accuse dure, ma giuste, perché non hanno previsto il seguito: quando scoppia un’epidemia, le epidemie si rafforzano proprio a causa dell’istinto di fuga.
  • Il Sud però ha capito, ha visto in faccia il problema ed ha preso atto che doveva attrezzarsi per affrontarlo.
  • Il Sud, da finto moderno, è ritornato, di colpo, antico.
  • La storia d’Italia narra le sofferenze subite, ma noi al Sud le sofferenze le conosciamo meglio ed è per questo motivo che  noi meridionali non ci giochiamo con i pericoli, perché di fronte ai pericoli scatta in noi una spaventata memoria inconscia, reminiscenze di antichi flagelli.
  • Quindi, solo chi ha molto sofferto, il pericolo lo fiuta immediatamente.
  • Ecco perché il popolo del Sud, che viene sempre descritto come superficiale, disimpegnato, lassista, incivile, ecc., di colpo si è messo sugli attenti ed ha adottato immediatamente, rispetto al Nord, comportamenti virtuosi, ubbidienti e prudenti. I numeri lo confermano, per fortuna.
  • Anche i politici, che da anni litigano e si insultano, di colpo hanno cambiato pelle, hanno chiuso le porte delle regioni tirando fuori un decisionismo da far invidia al pragmatismo del Nord.
  • Il Sud è abbandonato ma è forte, solo una narrazione lesionista ha impedito di farsi conoscere al resto del Paese.
  • Ed è proprio per queste ragioni che il Sud si è dimostrato subito pronto. Pronto perché si è reso consapevole che aveva un’unica arma a disposizione: stare chiuso in casa ad ascoltare i consigli degli esperti ed a mettere in campo slanci solidali, applausi ed urla di gratitudine e virtuale vicinanza al personale sanitario ed alle forze dell’ordine, gli eroi/soldati di questa guerra subdola, insidiosa ed invisibile.
  • Tutti temono la crisi economica che seguirà, ma in fondo il meridionale c’è abituato. Perderemo tutto? Ci adegueremo. Ci accontenteremo. Solo alla morte non c’è rimedio, ecco.
  • È la filosofia cui il meridionale è stato costretto ad abbracciare: una volta si chiama latifondo, una volta emigrazione, una volta malaria, una volta ‘ndrangheta,  una volta disoccupazione.

Sono cambiati solo i nomi ma la sostanza non è cambiata.

 

Gli insegnamenti che ci ha lasciato il Coronavirus

Proviamo a tirare fuori gli aspetti positivi di questo nefasto periodo, con la speranza che sia finito una volta per sempre:

  • Abbiamo risolto il problema del traffico, dell’inquinamento e dello spreco di cibo.
  • Abbiamo lasciato in santa pace la natura, i fiumi si sono auto-ripuliti, l’aria è più pulita a causa di un minore tasso di inquinamento e la vegetazione è cresciuta (c’è però da dire che con tutti i moduli di autocertificazione propinati dal governo abbiamo rischiato la deforestazione….tant’è che anche il virus ha cercato di capire come un modulo di autocertificazione possa mutare così velocemente).
  • E poi, miglioramenti sensibili anche sul fronte dell’evasione fiscale e della tracciabilità dei pagamenti (grazie al modello di autocertificazione necessario per giustificare le uscite da casa). E poi, meno furti e meno omicidi.
  • È stata incentivata la digitalizzazione e l’alfabetizzazione informatica, è stato dato un forte impulso all’e-commerce e, seppur con non poche difficoltà, è stato lanciato lo smart working e l’e-learning. Finalmente.
  • Abbiamo poi capito che il personale sanitario vale più di un calciatore ed è stato dato al calcio l’importanza che merita, dando maggiore spazio alla lettura ed alla visione dei film.
  • È stato riscoperto il piacere della sana cucina casalinga (c’è chi addirittura ha imparato a cucinare), all’improvviso ci siamo rivelati amanti dell’attività fisica e dell’aria aperta ed abbiamo trascorso molto più tempo con i nostri affetti (i tanto discussi congiunti) ed abbiamo riservato un po’ di spazio al ripasso dei congiuntivi (forse).
  • Siamo diventati più responsabili nell’osservanza delle regole, abbiamo imparato a fare la fila in modo ordinato ed a lavarci le mani.
  • È stato riabilitato il valore della scienza ed è stato dato spazio alle trasmissioni di informazione rispetto a quelle delle inutili liti da salotto dei politici.
  • Insomma, chi l’avrebbe mai detto che avremmo salvato il mondo restando a casa in pigiama?

 

La solidarietà della città di Catanzaro e comuni limitrofi

Grande è stata la solidarietà manifestata nel Catanzarese verso i bisognosi:

  • Nel capoluogo è stata attivata una catena di aiuti umani mediante iniziative solidali a favore dei poveri: il “panaro solidale” del Chi può metta, chi non può prenda” appeso dalle terrazze dei cittadini e messo a disposizione dei meno abbienti;
  • A Cropani (CZ) l’azienda “Olio Zungrone”  ha donato 150 bottiglie di olio extravergine d’oliva alla Caritas;
  • A Catanzaro Lido pizze a domicilio generosamente offerte dal Meshwar;
  • Cittadini catanzaresi hanno donato pizze al personale sanitario dell’Ospedale Pugliese, impegnato in prima linea nella lotta contro il Covid;
  • Il Comune di Catanzaro ha promosso una gara di solidarietà attraverso la consegna di pasti consegnati a domicilio;
  • Mons. Bertolone ha distribuito viveri ai poveri;
  • Il gruppo Az SpA ha effettuato una donazione all’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio;
  • L’amministrazione comunale di Caraffa ha aperto un conto corrente per avviare una raccolta fondi da destinare alle famiglie bisognose ed ha attivato “Il Carrello Solidale” posto all’esterno dei negozi per riporre la spesa destinata famiglie in condizioni di disagio.
  • Questa è la Calabria che vogliamo. Una Calabria che rema contro il vento in tempesta.

  

Gli effetti della quarantena: abbiamo capito che…

  • Gli Stati Uniti non sono più il leader mondiale.
  • La Cina ha vinto la Terza guerra mondiale senza sparare missili (e nessuno se n’è accorto).
  • Il petrolio non vale nulla in una società senza consumo.
  • La morte non distingue razza, colore o status sociale.
  • Ora sappiamo come si sentono gli animali negli zoo.
  • Alcuni guadagnano milioni e non servono l’umanità.
  • Iniziamo ad apprezzare il grande gesto di fiducia che significa nell’atto di stringersi la mano.
  • Gli esseri umani sono i veri virus del pianeta.
  • Il pianeta si rigenera rapidamente senza umani.
  • Gli animali hanno ripreso i propri spazi occupati dagli uomini.
  • Non siamo pronti per una pandemia.
  • I politici ne approfittano per lanciare il tappeto del rivale.
  • Dobbiamo investire di più nella salute piuttosto che investire in banche fallite.
  • L’Europa non ha alcun senso ed è solo un guscio vuoto.
  • L’ alcool (sulle mani) salva vite umane.
  • I nostri nonni hanno vissuto una guerra ancor più dura, ma con bombe e carestie.
  • Gli epidemiologi/virologi, ed in generale gli uomini di scienza, hanno formulato svariate ipotesi/opinioni, ma ad oggi non hanno ancora conoscenza e verità assolute sul temuto Covid versione.19.
  • Siamo stati travolti da una overdose di informazioni “virali” senza precedenti, abbiamo navigato dappertutto alla ricerca di notizie per accertare la verità, ci siamo imbattuti in fake news (noi, dal canto nostro, facciamo di tutto per tramutarci in destinatario e mittente dell’informazione, siamo quelli dell’etica della notizia, portatori sani di informazione).
  • Ma la realtà è che sappiamo ancora poco del virus: se resisterà alla calura estiva, se e quanto dura sulle superfici, se la distanza di un metro è bastevole, se e quale tipo di mascherina utilizzare, se i farmaci attualmente in uso diverranno protocollo sanitario, se i tamponi devono essere eseguiti, se sarà necessario il vaccino, se ci sarà un’altra ondata o se il virus spontaneamente svanirà.

Il tempo ci dirà.

Intanto, consideriamo il  Re Covid, giunto dalla Cina con furore, come *momento di correzione*, venuto per ricordarci alcune lezioni importanti che sembravamo aver dimenticato e che spetta a noi applicarle per il futuro.

Bruna Critelli