Costanzo a Pisano: “Da che pulpito viene la predica”

costanzo viale isonzo

“Ma guarda un po’ da che pulpito viene la predica.

Un campione di trasformismo, di saltimbanco e salta recinzione, l’uomo che come affermava una nota pubblicità “Non deve chiedere mai”, incorruttibile, attillato e in doppio petto, si presta a fare da portavoce e attribuirsi note stampa pre confezionata pur di difendere la sua “pagnotta” politica. Lo ha fatto anche per rispondermi sul cambio di destinazione dell’immobile di Siano destinato al liceo Siciliani (oggi la retromarcia di Abramo) e sull’isola pedonale su corso Mazzini, e si sa come, questa decisione sta evolvendo. Mi viene facile,quindi, rispondere al compagno camaleontico Pisano, campione di salto in lungo da Rifondazione a camicia verde di Pontida propagandista della Lega nord, che si lascia andare a offese personali e gratuite ignorando, con ciò, amicizie trentennali. Ma questo, certamente non è una sorpresa, perché in questi tre anni abbiamo avuto modo di apprezzare il modus operante del collega.” Così Sergio Costanzo,
Capogruppo di FareperCatanzaro.

“Da militante di rifondazione, estimatore di Letta e braccio destro di Salvatore Scalzo tanto da essere promotore del ricorso contro l’elezione a sindaco di Sergio Abramo.

Così redento tanto da transitare dalle “Officine del sud” proprio nel gruppo “Catanzaro con Abramo”. Ma il suo policromo percorso politico ha fatto tappa anche nelle mie segreterie, ma oggi ha venduto l’anima al diavolo, rinnegando la sua storia politica e personale pur di occupare uno scranno di palazzo De Nobili. Scranno che, dopo alcuni tentativi falliti, ha abbrancato grazie al contributo determinante dell’ex assessore Mungo che ha puntualmente rinnegato, come ha fatto Giuda con Gesù, nel momento di difficoltà, per passare, armi e bagagli e congiunti, alla corte dell’on Parente, anche lui ripudiato, non prima però di incassare l’elezione al consiglio provinciale e sempre con la solita tattica. Di lui conosciamo i contrasti e, non solo verbali, con i suoi stessi colleghi di maggioranza nelle varie commissioni consiliari,gli sproloqui nel confronti dell’on Tallini e del sindaco Abramo nelle stanze del palazzo comunale per poi genuflettersi nelle dichiarazioni pubbliche.

Non mi offende, ma mi inorgoglisce essere definito “ capo di una minoranza mono-personale” significa che ho la schiena diritta che non accetto compromessi e che la mia dignità politica non si trova al mercato delle vacche o alla bancarella delle casacche.

Stia “sereno” il collega Pisano, il lockdown non ha penalizzato la mia immagine perché, come lui stesso afferma so stare nei quartieri, tra la gente, e non nelle stanze dei bottoni dove si vanta di alloggiare lui ”per governare”. Peccato che di questo suo lavoro e di quello del sindaco, non vi è traccia concreta, al contrario è tangibile il declino irreversibile al quale è stato relegato il Capoluogo di regione in venti anni di governo Abramo. Ma ciò non è bastato ad Abramo e company per farlo convincere a mettersi da parte. Tutt’altro ha raddoppiato concependo una squadretta di calcetto, attingendo dal consiglio comunale, per impadronirsi del governo della Provincia lasciando senza rappresentanza il resto del territorio dell’ente sovra comunale.

Anche qui si vedono già gli effetti a cominciare dal tentativo di cambiare la destinazione dello stabile destinato al liceo Sicialiani e per proseguire con lo stato di abbandono in cui versa tutto il sistema viario di competenza. Secondo Pisano avrei politicamente subito delle autentiche Waterloo, forse intende i record di preferenze conseguite al comune e alla Provincia ? Oppure il mio contributo dato di recente all’affermazione dell’amico Notarangelo a consigliere regionale. La vera Waterloo sarà quella che decreteranno i citatdini catanzaresi non appena potranno esprimersi con le urne.”