Nik Spatari, il ricordo dell’ Ordine degli Architetti di Catanzaro

 

 

Se n’è andato in silenzio Nik Spatari. Quel silenzio che ha caratterizzato grande parte della sua vita. E’ morto l’artista di fama internazionale che ha associato la bellezza della Calabria alla complessità espressiva del luogo. 

 

Nik, nacque nell’aprile del 1929 con problemi all’udito, che si accentuarono a seguito dell’esplosione di un ordigno bellico rimasto inesploso, fino a rimanere completamente sordo. Impossibilitato a seguire il normale svolgimento delle lezioni nella scuola primaria, fu il padre a seguirlo ed ad aiutarlo nel corso dei suoi primissimi studi. E fu lui che si accorse dell’enorme talento di Nik (Nicodemo) tant’è che gli propose all’età di nove anni di partecipare al premio internazionale di pittura dell’Asse Roma-Tokio-Berlino, che vinse. I sordi, si sa, soffrono terribilmente del loro forzato isolamento, specialmente quelli che non hanno in se risorse spirituali o culturali. Per Nik, invece, la sordità fu il mezzo che gli consentì di acuire la sua sensibilità e “sentire” la voce dei colori, della fantasia e della storia.

 

Successivamente, in giovane età, venne a contatto con gli ambienti cosmopoliti d’Europa e del continente americano arricchito da altri premi e dall’attenzione della critica più qualificata e soprattutto dall’amicizia con i grandi del momento quali Jean Cocteau, Max Ernst, Sartre, Picasso e Le Corbusier. Con quest’ultimo collaborò per due anni, occupandosi nello specifico del progetto dell’Ospedale di Venezia (1965).

 

A Parigi, in quegli anni, incontrò Hiske Maas, che diventò sua compagna di vita. Successivamente vissero a Milano, studio in Via Solferino, Galleria a Brera. Furono anni di tanto lavoro, molteplici riconoscimenti e viaggi per il mondo. Viaggiò molto ma un giorno confidò di avere un legame profondo e di appartenere fortemente al Mediterraneo, la Calabria è li collocata, luce decisiva e passaggio imperativo.

 

Nel 1969, la Calabria entra nella storia di Nik e Hiske e loro entrano nella storia della Calabria. Per lui un ritorno, per lei una rivelazione, un mondo nuovo, una sfida a lasciare tutto. Niente fu facile, l’ambiente è bellissimo ma ostile, la natura è violenta ma affascinante. Cominciò la creazione del MuSaBa (Museo Santa Barbara) nei pressi di Mammola, in un luogo abbandonato e degradato col recupero innovativo dell’ex complesso antico, preservando la storia e le testimonianza del passato collegandola al presente, il contemporaneo. La realizzazione del Parco di 7 ettari con le opere monumentali site-specific, il recupero e gli interventi architettonici dell’ex stazione della Calabro-Lucana, la costruzione della Foresteria e la nuova ala annessa al museo, la “Rosa dei Venti”. Equilibrio perfetto tra arte, architettura e paesaggio. Il parallelo vivere dell’interminabile universo, ove luce, forme, colori, sono parte di un’architettura materiale e spirituale, motivati e irraggiati dallo spettro solare, si urtano ed esplorano da fondamentali a complementari, creando una dimensione tridimensionale, l’essenza, l’astrazione della vita, l’ignoto.

 

Nik Spatari come storico, come artista e come inventore di architetture, ha ridestato le vecchie pietre all’interno di un complesso museale destinato ad essere una delle emergenze dell’alta cultura legata all’arte, capace di integrare in una visione internazionale una regione come la Calabria, legando e distinguendo i lasciti di una civiltà millenaria con il farsi dei nuovi linguaggi dell’era tecnologica e della virtualità.

 

La Foresteria e il Mosaico monumentale, la Bibbia è il grande libro di Nik. Lo ha letto e riletto, e rappresentato in migliaia di opere. Miti e leggende, divinità e popoli, peccato e salvezza, trasgressione e conversione. Una vicenda di uomini e donne che per vivere l’avventura della vita devono superare mille ostacoli e vincere mille battaglie. Piccole tessere di un mosaico infinito che è la storia dell’uomo, raccontata da Nik, dalla civiltà sumera fino alla Resurrezione del Cristo, passando per il Vecchio Testamento, lungo le pareti della Foresteria di MuSaBa. Certamente il mosaico monumentale più complesso e articolato dell’arte contemporanea italiana.

 

Nik su Giacobbe: Giacobbe è l’uomo a me simile. Per sognare, vagare negli spazi dell’imprevedibile, alla ricerca del se e del mondo che ci circonda; l’amore, la lotta, il domani, l’infinito immaginario. L’Italia, dicono Nik e Hiske, è uno straordinario giacimento di cultura, di capacità, di conoscenze. Nessun altro paese al mondo può vantare tanto. E la Calabria non si discosta dal resto d’Italia”. Anche nel paese più piccolo si nasconde un grande patrimonio artistico. Non sono il mare e il sole la più grande ricchezza della Calabria. Esiste un entroterra, geografico e culturale, che è pieno di sorprese, che unisce il locale e il globale, il contemporaneo e l’arcaico, il passato e il futuro.

MUSABA‐ARTE‐ARCHITETTURA‐PAESAGGIO, promessa realizzata e sogno da costruire di Nik e Hiske è tutto questo.

 

Ricordare Nik Spatari è un atto dovuto per ciò che egli ha dato alla Calabria e al mondo della cultura, traendo da quella complessità l’espressione universale dell’Arte.

 

Ciao Nik, infinitamente grazie. “Per sempre.”