Disabilità, al via il progetto Open Water

PERCORSO DI DIVING SPORTIVO E INCLUSIVO

“Il nostro obiettivo è favorire la cultura dell’inclusione attraverso l’attività subacquea sul nostro territorio”.

Riferiscono così il sindaco Sergio Abramo e l’assessore alle politiche sociali Lea Concolino nell’ambito del progetto “Open water”, promosso dalla cooperativa sociale Zarapoti con cui l’amministrazione comunale firmerà un apposito schema di convenzione a seguito dell’approvazione della delibera, predisposta dal settore politiche sociali, da parte della giunta.

“Abbiamo accolto con grande entusiasmo – commentano il sindaco Abramo e l’assessore Lea Concolino – la proposta di una realtà storica del terzo settore che rappresenta l’unica in città  ad essere in possesso di una concessione con un lido, il Valentino Beach Club, riconosciuto a livello nazionale e attrezzato per portatori di handicap”.

 

Il diving al di là delle disabilità

“Il diving sportivo – sostengono Abramo e Concolinocostituisce uno degli sport inclusivi per eccellenza in grado di unire tutte le persone, al di là delle disabilità, e potrà offrire loro la possibilità di vivere l’esperienza dell’immersione alla scoperta dei fondali del nostro mare”.

 

Il progetto inclusivo nell’ottica di integrazione e rivalutazione del territorio

Il numero dei destinatari del progetto, per cui l’amministrazione comparteciperà con un contributo di circa 12mila euro, è modulato per favorire l’integrazione tra normodotati e disabili.

Saranno selezionati 20 allievi, di cui almeno il 70% persone con disabilità, dando priorità alle famiglie in difficoltà.

Le attività si svolgeranno nelle prossime settimane al lido Valentino Beach e riguarderanno l’avvio di un corso formativo teorico/pratico, che sarà curato da istruttori di comprovata esperienza, inoltre sono previste escursioni in barca alla scoperta dei fondali marini, nel rispetto delle normative anticovid.

 

 “Grazie all’esperienza e alla competenza dell’equipe multidisciplinare messo a disposizione dalla Zarapoti – concludono Abramo e Concolino – sarà possibile sperimentare e valorizzare un nuovo modello di concreta integrazione tra pubblico e privato nel campo dei servizi socio assistenziali, con un notevole ritorno di immagine anche per il territorio”.