Da Beirut le “ricette” dello chef Armando Codispoti

La Catanzaro del Post-Covid

Da Beirut e in giro per il mondo. Arriva il nuovo contributo per il forum “La Catanzaro del dopo-Covid: le idee dei catanzaresi di successo”, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro.

La firma è quella dello Chef Armando Codispoti.

 

Chi è Armando Codispoti

Armando Codispoti è uno chef cosmopolita, di fama internazionale. La sua storia parte da Catanzaro per portarlo stabilmente a Beirut ed in giro per il mondo, esportando la sua cucina di altissima qualità. Racconta la sua vita e i suoi viaggi attraverso le sue “opere” che, con grande sacrificio e duro lavoro, lo hanno portato a rivoluzionare il modo di intendere la cucina dove ogni piatto è una esperienza sensoriale. Una clientela internazionale, politici e importanti uomini di affari sono spesso alla ricerca dello chef catanzarese che cura personalmente i loro menù.

 

Reinventare le tradizioni per raccontarle in chiave moderna

La nostra amata regione ha un potenziale agro-turistico molto sottovalutato. A volte penso che dimentichiamo il nostro grande passato, la Magna Grecia, di cui siamo stati la culla nel mediterraneo.

Sono sempre stato orgoglioso di essere catanzarese, ma soprattutto avere avuto la fortuna di poter fare conoscere la nostra cultura ed educazione in tutto il mondo.

Uno chef fiero di poter usare i nostri prodotti locali nelle cucine di tutto il mondo, decantando le nostre tradizioni.

La ristorazione ha un grande fascino ma soprattutto il potere di soddisfare un bisogno primario. La Calabria ha tutti i numeri per dimostrare che la sostenibilità ambientale non è un utopia ma uno stile di vita che noi abbiamo avuto la fortuna di vivere da secoli. Bisogna aprire la strada per le future generazioni creando unioni sociali sotto forma di “consorzio”, spingersi oltre unendo la personale esperienza e forza lavoro ad un territorio rigoglioso pronto a dare i suoi frutti preziosi.

La politica e di conseguenza la mentalità del catanzarese che per cultura ambisce al posto statale è finita, torniamo ad essere un tutt’uno con la natura, accogliendo un modello di stato sociale “Evolution”, collaborando con le istituzioni pubbliche.

Ho sempre sognato di piantare avocado e mango, creare prodotti su terreni che la regione possiede, sono sicuro che potrebbero essere messi a disposizione per i giovani di buona volontà, reinventare le tradizioni per poi raccontarle in chiave moderna.

 

L’italia soffre del deficit di cultura dell’innovazione

Horizon 20.20 è un fondo europeo di 80 miliardi di euro da investire in tecnologia, innovazione e sostenibilità, l’Italia dal canto suo non ha molto peso in EU, non abbiamo il know how sufficiente, denominato “Deficit di cultura dell’innovazione“, bene noi Catanzaresi potremmo dimostrare il contrario, trasformando persino i nostri siti archeologici in mercati all’aperto con mappe virtuali che in qualche modo ci consentono di fare arrivare i turisti e guidarli in percorsi che vanno dal mare alla montagna, dimostrando al mondo intero ciò che siamo sempre stati ma soprattutto saremo.

 

Bisogna essere fieri di essere catanzaresi e ragionare in un’ottica di sviluppo

Dobbiamo essere fieri della nostra città, connettere le nostre menti così da dimostrare anche al resto dell’Italia quanto sia importante essere catanzaresi nel mondo del lavoro.

Il nostro Ego ha bloccato lo sviluppo, invito chiunque a ragionare sui benefici comuni della nostra amata Calabria, diventiamo un esempio di innovazione tecnologica in simbiosi con il territorio, ce la possiamo fare ed io lo sto già facendo con la cucina, inventando tecniche ed accostamenti nati dalla gastronomia catanzarese.